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P.A.S. e alzheimer

By Cristina Cattini on 20 settembre 2011 in IL METODO FEUERSTEIN, IN EVIDENZA
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Applicazione P.A.S. Ad una coppia di diversamente giovani!

La saggezza di essere certi che si cresce e ci si modifica sempre.

La storia che sto per raccontarvi si inserisce nella documentazione del lavoro che si può fare con il P.A.S. sia basic che classico nell’accompagnamento delle persone anziane, o diversamente giovani.

Norma, 66 anni, e Walter, 72 anni, sposati da tantissimi anni, arrivano da me a inizio 2010 chiedendomi se è vero che il cervello può ripararsi e che si può migliorare anche se ormai si è un po’ vecchi. Io li rassicuro, spiego loro che è proprio così e inizio ad incontrarli una volta alla settimana per vedere in che modo potevo essere utile ai loro bisogni. Pian piano è emerso che Norma da un po’ di tempo faceva fatica a ricordare le cose, a coordinare gli impegni e lamentava una sorta di confusione mentale che mai aveva sperimentato. Walter mi raccontava che si era accorto che qualcosa non andava perchè la moglie non voleva più fare la spesa da sola e richiedeva la sua presenza in maniera fissa e costante, quasi come una bambina.

Nel frattempo l’ambulatorio territoriale di geriatria dava un nome allo stato di Norma: morbo di Alzheimer, la forma più comune di demenza che sopraggiunge in età senile (dopo i 65 anni di età), con inizio del trattamento con inibitori dell’acetilcolinesterasi. I test mettono in evidenza una sopraggiunta fatica a livello di attenzione-calcolo, memoria di richiamo e orientamento temporali e discreti deficit di abilità visuo-spaziale.

In seguito alla comunicazione della diagnosi da parte del geriatra, si può dire che inizia una nuova vita per Norma e Walter, che non avevano mai avuto grossi problemi di salute prima di allora.

Lo smarrimento è tanto, la signora si accorge che qualcosa per lei è cambiato e il cambiamento fa sempre paura, soprattutto quando è dovuto ad una malattia; si chiude allora in se stessa, sperimenta la depressione, la paura di fare le cose che ha sempre fatto e le davano serenità, la maggiore fatica coi nipotini e nella normale vita quotidiana. Il marito è incredulo e impaurito, ma molto presente e attivo, alla ricerca di soluzioni e di fiducia/speranza. La donna che tanto ama ha bisogno di soluzioni nuove, di una riorganizzazione generale di vita, di mente e di cuore. La sprona, la incoraggia, è ancora più delicato con lei; la accompagna in piscina, la porta a trovare i parenti, vuole che frequenti il coro della parrocchia perchè non perda certi rapporti amicali, la convince ad andare regolarmente dalla parrucchiera e a fare i tortellini in parrocchia per beneficenza, oltre a seguirla dal punto di vista della somministrazione dei farmaci.

Ritengo che il lavoro con il Programma di Arricchimento Strumentale possa giovare molto a Norma, che in questo modo potrebbe concentrarsi sull’accogliere il nuovo cercando altre strategie per far fronte alla forma diversa che stanno prendendo i suoi giorni. L’esercitare la flessibilità, ricercando l’alternativa ottimistica e superando il blocco dovuto alla malattia e al disagio nel riconoscerla, ci sarebbe stato certamente fondamentale. Decido di concentrarmi in particolare sulle seguenti funzioni cognitive:

percezione confusa, impulsività, carenza di orientamento spaziale e di concetti temporali, fatica a percepire l’esistenza del problema e a definirlo, prensione episodica della realtà, risposta per tentativi ed errori, insufficienza di strumenti per comunicare risposte correttamente elaborate.

Qualche giorno prima  dell’inizio del lavoro per cui decido di alternare lo strumento Organizzazione Punti classic ad Immagini, mi telefona Walter per chiedermi se era possibile per lui partecipare alle applicazioni con Norma, perchè non si senta strana, sotto osservazione e con qualcosa che non va. “E poi ne ho bisogno anche io!” aggiunge e la commozione è totale; non voleva lasciare sola la moglie in un momento in cui poteva trovarsi dinanzi al limite, alla fatica e alla frustrazione.

Sappiamo molto bene quanto sono fondamentali gli ambienti modificanti nel lavoro di mediazione. Ebbene, l’Amore è l’ambiente modificante per eccellenza.

Il lavoro è ancora in corso. Ci sono giorni in cui Norma si sente meglio e anche la pianificazione e il lavoro scivolano veloci e fecondi; in altri giorni accogliamo invece la fatica a far uscire le parole giuste, il tempo che sembra non passare mai e nel quale galleggiamo, la memoria che sembra chiusa per ferie, la tristezza che prende il sopravvento sulla fiducia e allora si racconta dei nipotini, dell’impasto delle crescentine, dell’ordine che possiamo mettere nei cassetti e delle lavatrici da fare, del fatto che possiamo finalmente riposarci e non è indispensabile essere efficenti e scattanti per poter essere vivi e veri.

Un viaggio meraviglioso, insomma, nella mente e nel cuore di una persona che sta scoprendo altre vie per pensare, apparentemente deficitarie perchè mancanti di alcune operazioni mentali che ormai Norma fa fatica a compiere.

Il dato interessante è comunque che si moltiplicano le conferme a ciò che Feuerstein sostiene fin dall’inizio del suo lavoro: i miliardi di cellule della nostra materia cerebrale hanno, almeno in potenza, la possibilità di essere sostituite da nuovi neuroni proprio come accade in altri tessuti quali la pelle, il fegato, dove nuove cellule sostituiscono quelle morte. Inoltre le funzionalità perdute possono essere recuperate, almeno in parte,  stimolando il processo di neurogenesi in maniera farmacologica, ma anche con adeguati supporti psico-educativi. S

 

Alcuni frutti (principi) del lavoro di Norma (trascritto dal parlato e non corretto, perchè è bello che parli lei):

“Se penso bene alle cose riesco poi a farle. Le cose in sospeso infatti danno fastidio, perchè abbiamo bisogno di metterle in ordine!”

“Quando  riesco a fare il punto della situazione, poi lavoro meglio. Prima non riuscivo a farlo, adesso un po’ di più sì”

“Devo sforzarmi di usare le parole giuste, adatte alle situazioni, perchè bisogna chiamare le cose con il loro nome”

“Se c’è un ordine, bisogna che l’ordine valga per tutti!”

“Sapersi organizzare significa avere il massimo rendimento con il minimo sforzo”

“E’ importante saper ascoltare il prossimo, perchè tutti hanno qualcosa da insegnarci”

“Volere è potere. La cosa importante è mettersi in discussione”

“A volte la soluzione è più vicina di quello che penso e magari non la vedo”

“Se mi apro ai discorsi che fa l’altro, in modo da poter riconoscere ciò che vivo e provo io, è più facile mettere ordine”

“Intelligenza è anche sapersi mettere d’accordo con l’altro e condividere”

“Non ti stancare mai di chiedere aiuto e di confrontarti”

“Bisogna stare attenti alla prospettiva da cui si risolvono i problemi”